Formati Widescreen e Anamorfico


Formati cinematografici

Casablanca (Michael Curtiz, 1942) - Warner Bros. 
Formato 1:1.137

Sino agli anni '50 il formato dei film era condizionato dalle dimensioni del fotogramma della pellicola cinematografica. Prevalentemente veniva utilizzata la pellicola in formato 35 mm sulla quale venivano stampate sia l'immagine che la traccia audio. La parte rimanente era di proporzioni 1:1.37. Nei paesi anglosassoni questo formato è noto col nome di Academy.

Questo formato era talmente diffuso che venne preso a modello per lo sviluppo della televisione. Lo schermo televisivo "tradizionale", infatti, ha una proporzione larghezza/altezza di 4:3, cioè di 1:1.33, molto simile al formato cinematografico.

 

 

Con la diffusione della televisione, diminuì l'affluenza del pubblico nelle sale cinematografiche. Per stimolare il mercato le produzioni cinematografiche introdussero un nuovo formato "allargato" per dare un effetto panoramico alle scene.

La Paramount iniziò ad utilizzare il formato 1:1.66 seguita dalla MGM e dalla Disney che preferirono il rapporto 1:1.75. Le due produzioni Universal e Columbia Tristar optarono, più tardi, per il formato 1:1.85.

L'effetto "panoramico" era ottenuto con il semplice mascheramento dell'immagine eseguita in fase di ripresa (maschera fissa o Hard Matte) o in fase di proiezione (mascheramento variabile o Soft Matte). Il mascheramento variabile aveva il vantaggio di poter essere eliminata nel caso di trasmissione del film in televisione in modo da riguadagnare il formato 4:3.  

Breakfast at Tiffany's (Blake Edwards, 1961) - Paramount Pictures
Formato 1:1.185 Hard Matte

Il mascheramento aveva, poi, un altro vantaggio: consentiva di eliminare in fase di proiezione eventuali microfoni pendenti dal soffitto o strutture e cavi sul pavimento del set di ripresa.

 

Breakfast at Tiffany's (Blake Edwards, 1961) - Paramount Pictures
Formato 1:1.185 Hard Matte - Simulazione di  lente anamorfica.

Il mascheramento divenne, così, fisso e si preferì la versione hard matte a quella soft matte.

Nel frattempo vennero prodotte le prime lenti "anamorfiche" cioè lenti che distorcevano verticalmente l'immagine e la adattavano in modo da sfruttare nuovamente tutto il fotogramma della pellicola 35 mm.

Il risultato era sempre un' immagine in formato 1:1.85, ma la risoluzione verticale migliorava sensibilmente poiché si sfruttava tutta l'altezza della pellicola.

Il rapporto 1:1.85 è divenuto così comune che nei paesi anglosassoni ha preso il nome di Academy Flat.

 

 

L'immagine originale veniva ricomposta in proiezione utilizzando un'altra lente anamorfica complementare che allargava (o appiattiva) l'immagine riportandola alle proporzioni originali.

Una variante del formato 35 mm è il "Super-35 mm" nel quale la banda dedicata alle tracce audio è stata eliminata a favore di un'immagine più dettagliata anche orizzontalmente.

Il formato super-35 mm viene utilizzato durante i processi di stampa e le lavorazioni intermedie della pellicola prima della produzione della stampa finale che è sempre in 35 mm o in 70 mm.

Fra gli anni '60 e '70 viene introdotto un nuovo formato: è 1:2.35 ed è noto come Cinemascope o Panavision. Questo rapporto è caratterizzato da una forma estremamente allargata che offre  il massimo effetto di coinvolgimento del pubblico.

Blade Runner (Ridley Scott, 1982) - The Ladd Company - Formato 1:2.35
Simulazione di formato anamorfico su pellicola Super 35 mm

Una curiosità: The Shining (Stanley Kubrick, 1980) è stato girato in 1:1.33 (4:3), ma è stato proiettato nelle sale cinematografiche utilizzando la tecnica del Soft Matte in modo da rendere l'immagine a 1:1.56. In VHS e DVD il rapporto originale è stato mantenuto. In questo caso il film visto su DVD è migliore di quello visto al cinema.

 

 

Quella che segue è una tabella riassuntiva dei formati televisivi e cinematografici utilizzati maggiormente sino ad oggi la risoluzione verticale è quella dello standard PAL).

Formato

Rapporto

H

V

Standard

 

1:1.33

0.75

768

576

4:3

Standard TV - Academy

1:1.37

0.73

789

576

 

35 mm standard

1:1.56

0.64

899

576

14:9

Film TV e sceneggiati

1:1.66

0.60

956

576

 

Paramount

1:1.75

0.57

1008

576

 

MGM, Disney

1:1.78

0.56

1024

576

16:9

Widescreen TV - DTV/HDTV

1:1.85

0.54

1066

576

 

Academy Flat - Universal, Columbia

1:2.35

0.43

1354

576

 

Panavision - Cinemascope

1:2.40

0.42

1382

576

 

 

La resa cinematografica è evidente nei tre esempi che seguono.

 

Casablanca 1:1.37 Casablanca (Michael Curtiz, 1942) - Warner Bros. 
Formato 1:1.137

 

Rollerball (Norman Jewison, 1975)
Algonquin - Formato 1:185

Rollerball 1:1.85

 

Braveheart 1:2.35 Braveheart (Mel Gibson, 1995)
20th Century Fox  - Formato 1:2.35

Trasposizione televisiva

Se la produzione di un film è relativamente semplice, la trasposizione del prodotto cinematografico in formato televisivo è un problema non indifferente.

Innanzitutto sul mercato vengono venduti ancora due formati di televisori: il tradizionale 4:3 (1:1.33) e i relativamente nuovi 16:9 (1:1.78) che formano la base per la futura televisione digitale (DTV) e quella ad alta risoluzione (HDTV).

Sony KV-29X5

Televisore standard 4:3

Sony KV-32FX20

Televisore DTV/HDTV 16:9

Il primo problema che si pone è quello di come fare "rientrare" un immagine di un formato in uno schermo di formato diverso.

Per eseguire la trasposizione di un film in formato televisivo si utilizzano due tecniche:

Il primo consiste nel ridimensionare l'immagine in modo che rientri "il meglio possibile" nel formato televisivo.

Film 1:1.37 su televisore 4:3

Il formato 1:1.37 si adatta perfettamente ad un televisore 4:3, mentre, per un 16:9 rimangono due aree nere ai lati, non coperte dall'immagine.

 

Film 1:1.37 su televisore 16:9

Per la trasmissione televisiva di film in formato Academy non vi è alcuna necessità di trasformare l'immagine per adattarla al formato del televisore.

Il formato 1:1.37, però, non risalta le caratteristiche dei televisori 16:6.

Film 1:1.37 su televisore 16:9 in modalità Normale,"Wide" e "Zoom"

Molti neofiti della televisione "Widescreen" 16:9  mal sopportano che la gran parte delle  trasmissioni televisive e molti film su VHS siano in 1:1.33 e agiscono sui comandi del televisore forzando la modalità "Wide" che, evidentemente, ha come unico risultato quello di distorcere l'immagine 

Viene, talvolta, anche forzata la modalità "Zoom" che ingrandisce l'immagine a tutto schermo mantenendo le corrette proporzioni, ma tagliando la parte superiore e quella inferiore dell'immagine riproducendo quel mascheramento che veniva utilizzato negli anni '50 per la produzione dei primi film in formato Academy Flat.

Ovviamente nessuno dei due sistemi riproduce esattamente il film originale.

La trasposizione in formato televisivo dei film in formato Academy Flat 1:1.85 è relativamente semplice.

Normalmente il film viene trasmesso nel formato originale in modo che si adatti perfettamente ai televisori 16:9 e che lasci solo due sottili bande nere nei televisori 4:3.

Questo è, a detta di molti, il metodo migliore e, attualmente, il più utilizzato.

Film 1:1.85 su televisore 16:9

Film 1:1.85 su televisore 4:3

In alcuni casi vengono ancora utilizzate versioni "Pan and Scan" (P&S), particolarmente in film riprodotti su VHS o per trasmissioni televisive per le quali si utilizzano copie vecchie, eseguite prima dell'introduzione dei televisori 16:9.

Il sistema P&S consiste nel re-inquadrare il film in formato 4:3 tagliando, secondo le necessità, entrambi i lati o un solo lato dell'immagine originale. Questo sistema "stravolge" l'immagine cinematografica originale tanto che, spesso, gli stessi registi vengono chiamati a sovrintendere alla produzione del film "tagliato".

Evidentemente questo sistema, tagliando parte dell'immagine è difficilmente accettato dai cinefili in quanto modifica radicalmente il significato delle inquadrature e mortifica la bellezza e la particolarità della fotografia di molti capolavori cinematografici.

Film 1:1.85 su televisore 4:3 - Pan & Scan

Film 1:2.35 su televisore 4:3

Molto più complicata è la trasposizione di film in formato 1:2.35 (Cinemascope o Panavision) nel formato televisivo.

 

Film 1:2.35 su televisore 16:9

Se la trasmissione su televisori 16:9 è ampiamente accettabile nonostante le due bande nere sopra e sotto l'immagine, per i televisori 4:3 la riduzione dello spazio coperto dal fotogramma è evidentemente eccessiva.

In questo caso diventa d'obbligo la riduzione P&S per adattare l'immagine al formato televisivo.

Per non incidere eccessivamente sul formato dell'immagine cinematografica si preferisce ridurre il formato 1:2.35 al formato 1:1.85 o al 16:9 (1:1.78) piuttosto che a quello 1:1.33. Il motivo è evidente.

Come si può notare la riduzione dell'immagine è sensibile, ma il contesto è ancora abbastanza comprensibile.

Braveheart (Mel Gibson, 1995)
20th Century Fox  - Formato 1:2.35 tagliato in formato 1:1.85

Pan and Scan Film 1:2.35 su televisore 4:3 - Pan & Scan a 1:1.85

Sicuramente il metodo P&S è una mutilazione dell'immagine cinematografica e penalizza fortemente opere che godono di una fotografia particolarmente curata e di effetti panoramici.

Per gli amanti del cinema, comunque, qualsiasi taglio dell'immagine cinematografica è inaccettabile

Purtroppo la pratica del Pan & Scan è molto diffusa nelle edizioni VHS e, sfortunatamente, in alcune edizioni DVD di scarsa qualità.

La scena qui a fianco - ripresa da Braveheart (Mel Gibson, 1995) 20th Century Fox - è stata correttamente riprodotta nel formato originale.

Ma vediamo come, se fosse stata ridimensionata per il formato 1:1.85, avrebbe perso buona parte dell'effetto spaziale dei panorami e di molte scene di dialogo. Questo è quello che purtroppo è accaduto con la versione italiana in DVD di "Balla coi lupi" (Dances with Wolves, 1990, Majestic Film) che è stato fatto oggetto di uno scandaloso scempio "ritagliando" l'immagine in formato 1:1.85.

Si spera che il pubblico impari presto a riconoscere i prodotti di buona qualità.

Ecco, in poche immagini, cosa accadrebbe ad una scena se qualche sconsiderato la riducesse con il sistema Pan & Scan al formato 4:3. In questo caso il regista televisivo non saprebbe più cosa inquadrare.

 


I formati DVD

Sony DVP-S7700Il DVD (Digital Versatile Disc) è un supporto digitale che consente la distribuzione di film ad alta qualità video e audio.

Questa tecnologia predilige i televisori "Widescreen" in formato 16:9 anche se è compatibile con i televisori 4:3. La particolarità dei film su DVD è di aggiungere la codifica anamorfica nel formato del film. In questo casi il termine "anamorfico" è leggermente diverso dal significato che ha per la riproduzione su pellicola.

Come la codifica anamorfica per la pellicola cinematografica, anche quella su DVD allunga verticalmente l'immagine, e, come nel caso dei film, lo scopo è quello di aumentare la risoluzione verticale in modo da ripristinare l'immagine normale una volta che questa è "stirata" orizzontalmente per adattarla al formato 16:9

In questo esempio vediamo la medesima immagine visualizzata in due modi diversi.

A sinistra l'immagine anamorfica è ri-espansa per il formato 16:9.

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Nei televisori 16:9 solitamente c'è una funzione "Wide" che allarga l'immagine distorcendola.

A destra l'immagine anamorfica non "stirata", così come si vedrebbe su un televisore 4:3.

Alcuni modelli recenti di tradizionali TV 4:3 hanno una funzione "Wide" che schiaccia l'immagine per riportarla alle proporzioni originali

La codifica anamorfica permette a molti riproduttori di DVD di impostare automaticamente il televisore 16:9 per la migliore risoluzione a tutto schermo dei film 1:1.85 e 1:2.35.

L'unico problema per i formati anamorfici si verifica quando il film deve essere riprodotto su televisori 4:3. In questo caso il riproduttore di DVD deve essere in grado di sottrarre un po' di linee e ricomporre un immagine standard partendo da quella anamorfica. Questa operazione sottopone il lettore DVD ad un lavoro supplementare che i modelli più economici fanno fatica a sostenere. I modelli più sofisticati, invece, sono in grado di applicare complesse procedure di ricostruzione dell'immagine.

Il procedimento "non anamorfico" - fortunatamente sempre meno diffuso - è quello così detto del formato "Letterbox" ovvero la riproduzione semplice del fotogramma cosi come verrebbe trasmesso in televisione per un televisore 4:3.

 

L'immagine su un televisore 16:9 apparirà contornata da un ampia banda nera. Per vedere correttamente il film sarà necessario utilizzare la funzione "Zoom" del televisore riportandolo alle dimensioni di schermo pieno.

Inutile dire che la risoluzione di questi film è leggermente inferiore a quelli in versione anamorfica.